Il Bonus mamme 2026 vale 60 euro per ogni mese o frazione di mese di attività lavorativa, fino a 720 euro complessivi. L’INPS, con la circolare n. 106 del 16 ottobre 2026, ha definito requisiti e criteri di calcolo. Il beneficio non è automatico: deve essere richiesto all’Istituto. Alla data del 17 ottobre 2026, però, il servizio per le domande e le relative scadenze non sono ancora stati comunicati.
Bonus mamme 2026: quanto spetta
L’importo è di 60 euro al mese per ogni mese o frazione di mese nel quale è in vigore un rapporto di lavoro o un’attività autonoma ammessa. Il massimo è di dodici mensilità , quindi 720 euro.
La somma non è imponibile ai fini fiscali e contributivi e non concorre al calcolo dell’ISEE. Le ulteriori tempistiche di pagamento saranno comunicate dall’INPS con un successivo messaggio: al momento non esiste una data di accredito generalizzata.
A chi spetta
Il contributo è rivolto alle lavoratrici madri dipendenti, pubbliche o private, e alle autonome iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria, comprese Gestione Separata e casse professionali. Sono esclusi i rapporti di lavoro domestico.
- Madri con due figli: il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni.
- Madri con tre o più figli: il figlio più piccolo deve avere meno di 18 anni.
Sono compresi i figli adottati o in affidamento preadottivo. Il requisito relativo al numero dei figli deve sussistere il 1° gennaio 2026 oppure maturare entro il 31 dicembre 2026. Il beneficio spetta fino al mese di compimento del decimo anno del figlio più piccolo per le madri con due figli e fino al mese di compimento del diciottesimo anno per le madri con almeno tre figli. Se il requisito matura nel corso dell’anno, il bonus decorre dal mese in cui si perfeziona.
Quali attività lavorative sono ammesse
Rientrano, oltre al lavoro dipendente pubblico e privato, i rapporti intermittenti e in somministrazione. Per le autonome rilevano i periodi di iscrizione o di effettiva attività individuati dalla circolare INPS.
Sono escluse le titolari di sole cariche sociali e le imprenditrici non iscritte alle forme previdenziali indicate dall’INPS. Il bonus spetta soltanto per i mesi o le frazioni di mese di effettiva vigenza del rapporto o dell’attività .
La regola per chi ha almeno tre figli
Per le madri con tre o più figli il Bonus mamme non spetta nei mesi in cui esiste, anche solo per una parte del mese, un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Per queste lavoratrici può trovare applicazione, se ne ricorrono i requisiti, l’esonero contributivo IVS previsto fino al 31 dicembre 2026.
Anche l’apprendistato è considerato un rapporto a tempo indeterminato. Se un contratto a termine viene trasformato a tempo indeterminato, il Bonus mamme cessa dal mese della trasformazione.
Limite di reddito: 40.000 euro
La somma dei redditi da lavoro dipendente e autonomo rilevanti per il 2026 deve essere pari o inferiore a 40.000 euro. L’INPS considera anche i redditi da lavoro esenti o soggetti a tassazione sostitutiva o agevolata.
Nel limite rientrano inoltre prestazioni sostitutive della retribuzione percepite durante il rapporto di lavoro, come maternità , malattia, congedo straordinario e integrazioni salariali. Non rientrano invece NASpI, DIS-COLL e trattamenti pensionistici, perché collegati alla cessazione del rapporto o di diversa natura.
Come e quando presentare la domanda
Il bonus sarà riconosciuto solo su domanda all’INPS. La circolare indica che la richiedente dovrà dichiarare il possesso dei requisiti, i figli, le mensilità richieste, la condizione lavorativa e il rispetto del limite reddituale. Il pagamento potrà essere richiesto su un rapporto dotato di IBAN oppure tramite bonifico domiciliato.
Attenzione: alla verifica del 17 ottobre 2026, l’INPS non ha ancora comunicato la data di apertura del servizio né il termine finale per presentare la domanda. Questi dati arriveranno con un messaggio successivo. Non vanno quindi riutilizzate le scadenze previste per il bonus 2025.
Fonte ufficiale
La disciplina è contenuta nella circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026.
Avvertenza: questo contenuto ha finalità esclusivamente informativa e non sostituisce la normativa né le istruzioni dell’INPS. Fanno fede la circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026 e i successivi messaggi dell’Istituto, che definiranno servizio, scadenza e tempi di pagamento. Requisiti e spettanza devono essere verificati sulla posizione individuale presso l’INPS o un intermediario abilitato. PugliaImpiego non concede il beneficio e non decide sull’accoglimento delle domande.
